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Valsessera: emergenza idrica, torna d’attualità il progetto della diga

I Custodi: «Uso strumentale della siccità»

Le conseguenze di questo inverno eccezionalmente asciutto si stanno facendo sentire anche sul fronte dell’agricoltura. Pochi giorni fa Dino Assietti, presidente del Consorzio di Bonifica Baraggia Biellese e Vercellese è intervenuto per evidenziare come «l’emergenza idrica, che sta interessando il Nord del Paese, abbia impedito l’avvio dell’irrigazione in tutto il territorio in destra del fiume Sesia. Pur essendo ancora prematuro parlare di danni alle colture, due elementi paiono oltremodo preoccupanti: non si prevedono precipitazioni consistenti e l’innevamento è minimo, tale da far ritenere che l’usuale aumento delle portate fluviali, dovuto allo scioglimento delle nevi, potrebbe avere quest’anno una durata e un’entità veramente modeste. Le uniche aree irrigue del territorio della Baraggia Biellese e Vercellese, dove, allo stato attuale, si può avviare il servizio irriguo, sono quelle idricamente dipendenti dagli invasi sui torrenti Ostola, Ravasanella e Ingagna (al 100% delle proprie capacità di accumulo, grazie alle piogge intense dei mesi di ottobre e novembre scorsi); tali dotazioni dovrebbero riuscire a garantire sia i consumi potabili che irrigui e il deflusso minimo vitale».
Argomentazioni pienamente sostenute da Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI): «E’ l’ennesima prova concreta dell’insostituibile funzione degli invasi nel contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici».
«Resta urgente la programmazione della fase realizzativa del nuovo bacino sul torrente Sessera, la cui progettazione esecutiva è prossima alla conclusione e che servirà proprio a sopperire alle croniche carenze idriche del fiume Sesia» gli ha fatto eco il direttore generale di ANBI, Massimo Gargano.

Dichiarazioni che hanno suscitato l’immediata reazione di «Custodiamo la Valsessera»: «Ancora un uso strumentale della siccità per avanzare la richiesta di nuovi invasi. ANBI e CBBBV si guardano bene dal dire che, nelle attuali condizioni di siccità, dopo mesi di assenza di precipitazioni, anche un nuovo invaso in Valsessera sarebbe inefficace, la situazione rimarrebbe invariata pur con un bacino di 7,2 o 12 milioni di metri cubi di capacità (l’attuale è 1,5 Mmc). Una inezia. Con queste condizioni di siccità nessun invaso potrebbe fornire gran cosa. L’invaso di Miste, a mala pena, riesce in questi giorni a produrre elettricità per qualche ora/die. In destra Sesia, inoltre, si è resa disponibile da alcuni anni una maggiore disponibilità di acqua invasata per l’innalzamento del livello del Lago Maggiore (circa 200 milioni di metri cubi in più); ma anche questa disponibilità di invaso, enorme, è inficiata dalle generali condizioni di siccità. Nonostante la disponibilità aggiunta, data dall’innalzamento del livello del Lago Maggiore, non è mai stata rivisitata la regola di ripartizione definita con Decreto Ministeriale il 18/06/1975, dopo anni di contenzioso tra i consorzi, per le sei rogge che prelevano portate dal Sesia (in destra e sinistra orografica) in quel di Gattinara e Romagnano».
«Ed è per queste ragioni» concludono i «custodi» «che da anni invitiamo a percorrere le strade già definite nel Piano territoriale delle acque e dalla Direttiva acque, commisurare cioè le necessità alla disponibilità, accorpare i consorzi irrigui. E poi, riordino irriguo, efficientamento nelle tecniche colturali e distributive e la necessità di far pagare ai risicoltori quota parte degli investimenti in infrastrutture che richiedono».

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