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Romagnano: un incontro per ricordare Marcella Balconi nel centenario della nascita e nel ventennale della morte

Una donna “semplicemente” eccezionale

A Romagnano, presso la sala consiliare è stata ricordata Marcella Balconi nel centenario della nascita e nel ventennale della morte.
La dottoressa, o semplicemente “la Marcella”, era conosciuta e stimata da tutti per la serietà e l’impegno professionale di pediatra e neuropsichiatra dell’età evolutiva, per la sua partecipazione alla Resistenza e per l’attività politica attiva, come Sindaco a Grignasco, come Assessore all’urbanistica a Novara e come parlamentare.
Dopo il saluto dell’Assessore Rossana Fornara, promotrice dell’incontro con l’Anpi di Romagnano, che ha spiegato le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a ricordare questa concittadina, ha dato la parola ai vari “testimoni”: la professoressa Margherita Balconi, che ha ricordato “la zia in camice bianco”, per Fiorenzo Galetti, psicologo e Presidente dell’Anpi, è stata con Bollea: “Una pioniera della neuropsichiatria infantile, trasformò gli asili in scuole d’infanzia e non solo luoghi di custodia, fondatrice con Grasso e altri del Centro Medico Psicopedagogico di Novara, riuscì a dare a questo territorio un servizio neuropsichiatrico qualificato, poi sostenne i consultori, istituiti a Romagnano, Grignasco e Serravalle”.
Giovanni Cerutti, Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea di Novara, aveva il compito non facile di tracciare il profilo di Marcella partigiana. Come premessa ha proiettato una video intervista: “E così mi sono innamorata”, in cui Marcella parlava della sua esperienza partigiana, iniziata nel 1943, dopo che si era appena laureata a Pavia e di Cino Bonfantini, l’amore della sua vita, che morì a causa della guerra, concludendo con un’affermazione importante: “Sono riuscita a fare tutte quelle scelte che dicevano che non si potevano fare”. Cerutti ha sottolineato che del periodo partigiano di Marcella si conosce ancora poco, e soprattutto che va riletto alla luce del significato più profondo della Resistenza, che sta emergendo in questi ultimi anni, abbassatosi il polverone della storia: “Ci sono fili profondi cui occorre riattaccarsi”. Alessandro Maiocchi, il partigiano Massiccio, ha sottolineato il rispetto della persona, che Marcella antepose sempre in ogni sua azione.
Giuliana Manica, Presidente Regionale del Partito Democratico, ha parlato di Marcella nella sua formazione politica, che visse sempre come un dovere civico, maturato dagli esempi in famiglia: “Non voleva fare la politica di professione, infatti antepose sempre il suo lavoro. La carica di Sindaco di Grignasco fu quella più vicina al suo cuore: segnò un’epoca la sua battaglia alla Filatura di Grignasco contro il licenziamento delle donne quando aspettavano un bambino: la spuntò e la vicenda fu un esempio di carattere nazionale”. Dopo la Bolognina, quando Achille Occhetto propose di andare oltre, preludio alla nascita del Partito Democratico, la mozione al Congresso di Romagnano venne bocciata e lei si unì a quella scelta. Marcella studiosa è citata in molti articoli, saggi e libri scientifici, perché davvero era una autorità indiscussa: “Fu una grande italiana”.
La seconda parte della serata era riservata agli interventi di tutte le persone che volevano ricordare Marcella, completandone il profilo: scientifico, politico e personale. Per Gabriele Morgoni, assessore nella Giunta presieduta da Marcella nel 75-78: “Se ci fossero dei santi laici Marcella sarebbe tra quelli”. La psichiatra Marinella Mazzone è intervenuta per ricordare l’importante ruolo di Marcella nella ideazione e costruzione del Servizio di Igiene Mentale: “Si era impegnata tanto per la riforma sanitaria psichiatrica, nel 1965 fu la prima firmataria di una proposta di legge che aprì molti orizzonti. Tutta l’Italia deve molto a Marcella Balconi”. Per Claudio Brandoni, che fu suo collaboratore negli ultimi tempi della presenza come Sindaco a Grignasco: “Faceva le cose rivolgendosi veramente a chi ne sapeva”.
Alessandro Mira D’Ercole, fu l’ultimo “tirato su” da Marcella e ha ricordato l’ambiente in cui Marcella nacque e visse: “La famiglia era una famiglia di resistenti, che lottava per ciò in cui credeva”, citando anche un colloquio che ebbe con l’allora Presidente della Repubblica Scalfaro, il quale, nonostante le divergenze di opinioni politiche, disse che avrebbe meritato di essere nominata senatrice a vita.
Giuliana Degasperis, già responsabile dei Servizi Socioassistenziali dell’ASL ha sottolineato come quest’anno, per la prima volta, l’ANPI a Grignasco il 30 marzo, nella rievocazione della battaglia del Cimitero, abbia sostato presso l’Asilo Nido, nato proprio per volontà di Marcella Balconi, dove un piccolo ma significativo monumento la ricorda. E’ emersa anche una Marcella Sindaco pragmatica, come dimostrò nel 1966, in occasione di una sospensione del servizio di erogazione dell’acqua potabile in frazione Battistetto, prontamente risolto in emergenza: “Era una donna che sapeva incoraggiare: mi insegnò l’importanza dell’anamnesi, fu anche mia terapeuta in un momento difficile della mia vita, se fosse rimasta a Grignasco, invece di andare a Novara, forse sarebbe stato meglio per il paese”.
Gianfranco Roggero – che oggi ha ottantatré anni, fu assunto da Marcella come Capo Guardia, perché era davvero bravo nel presidiare le problematiche del territorio, con delicatezza, ma non gli sfuggiva nulla – l’ha ricordata per le sue capacità professionali, di amministratore e di gestione organizzativa del personale.
Al termine l’Assessore Fornara ha ringraziato i relatori, ma soprattutto il pubblico, perché gli interventi hanno davvero completato il profilo di questa donna eccezionale.

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