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Le ultime volontà del Marca…

Prima che la sentenza venisse eseguita ha dato lettura del testamento

Anche quest’anno il Marcantonio, processato e condannato, prima che la sentenza venisse eseguita ha dato lettura del testamento. E anche quest’anno il Re del carnevale varallino ha espresso, con le sue ultime volontà, desideri, speranze ma anche dispiaceri, ha lasciato precise disposizioni e pure ordini perentori.

Segnala, tra le altre cose, «che sabato 23 febbraio, inaugurazione della mostra dedicata a Giorgio Perrone, i componenti del mio Reale Comitato hanno contribuito in maniera decisiva all’aumento delle entrate comunali per multe in quanto si conterebbero almeno 10 infrazioni in corso Roma sanzionate dai Vigili del Regno (S’al gh’è ‘l disco par piasì, paga la multa rimbambì)».

Ricorda inoltre «con profonda mestizia la triste notizia dell’incendio che ha distrutto la Casa Valsesiana, su nel nostro Muntisel, con la speranza che tutto possa rinascere come prima e che si torni a frequentare il nostro Giardino Pubblico (At vardi sù… e che roba strana gh’in ma i resti… dla Cà valsesiana)».

Plaude agli organizzatori della mostra su Gaudenzio Ferrari, «un vero successo turistico per il mio Regno, segnalando che Varallo ha tutte le caratteristiche per essere al centro di iniziative culturali di questo genere e livello e che bisogna continuare in questo senso (Buté an mostra i nostri artisti l’è ‘n piasì par i turisti)».

Per quanto riguarda il teatro Civico, Marcantonio ordina ai suoi «tecnici di corte con delega alla sicurezza che venga predisposto un progetto definitivo per mettere a norma la mia residenza reale per evitare i giorni di tensione vissuti prima del Ballo della Cecca con un continuo “balletto” di scarico di responsabilità (Suma a post? fòra i problemi! Mia rangei a l’è da scemi)».

E poi dà mandato ai «Servizi Segreti Reali di indagare sul perché il murale della Cecca, già previsto ed annunciato in più occasioni durante l’anno, ancora non vede la luce lasciandomi costernato nel non avere la Regina al mio fianco sui muri del Regno (L’è mia ora, porca palecca, da dipingi anca la Cecca?)».

Tra le disposizioni, quella per cui «il Mio Reale Capo Chef organizzi un corso di pulizia delle verdure e di preparazione per le panicce del Regno, al fine di garantire il controllo e la qualità delle stesse (L’era giara o l’era sal ant la paniccia dal Rial?)».

E poi una delega, «al mio presidente affinché incontri il primo cittadino in tempi utili per poter ridare lustro e slancio a piazza Vittorio durante le feste natalizie riproponendo attrazioni gradite e coinvolgenti (Sensa pista par Natal che tristeussa ‘l neust Varal)».

Dal Marca anche i complimenti «al gruppo di volontari che si è formato in occasione della mostra gaudenziana. Li invito a rimanere uniti, migliorando e continuando l’esperienza per i prossimi momenti culturali del mio Regno (Par mustrèe ‘l neust pais guenta gent cun i barbis)».

E, a proposito della bellissima mostra allestita a Villa Virginia e dedicata a Giorgio Perrone, il re del carnevale varallino ringrazia il suo Comitato per l’allestimento ed esorta tutti i suoi sudditi «dotati di vena artistica a mettersi a disposizione della comunità seguendo il suo esempio (Se ‘nt al cor ‘t senti artista sensa pora meut-ti ‘n pista)».

Poi un «affondo» in materia sportiva: «Noto con profondo dispiacere e rammarico che l’umore negativo generale percepito nel mio regno ha contagiato anche il mondo calcistico locale. Due squadre amatoriali hanno cessato l’attività e la squadra ufficiale naviga nei bassifondi della classifica (I matai i gieughu più e la Dufour la va giù)».

Infine, un saluto e un ricordo affettuoso rivolto al «mio predecessore Ermanno, decano dei Marcantoni, che ha intrapreso il suo ultimo viaggio (At saluta tut Varal t’ei facc tant par custa val)».

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