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La Rete Antiviolenza e la sua copertura sul territorio valsesiano

Esistono due numeri telefonici attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7

Martedì 26 marzo è stato inaugurato a Vercelli il Centro Antiviolenza Vercellese EOS, un progetto che riunisce istituzioni e professionisti allo scopo di offrire assistenza a tutte le vittime di violenza e che costituisce una maglia robusta della omonima Rete Antiviolenza già avviata e supportata dalla Regione Piemonte.
All’incontro, presieduto dall’assessore regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti, erano presenti anche Francesco Nunziata, consigliere comunale borgosesiano e assessore ai Servizi Socio Assistenziali dell’Unione dei Comuni della Valsesia, e Renata Antonini, Responsabile dei Servizi Socio-Assistenziali dell’Unione, in qualità di coordinatori di questo progetto sul nostro territorio. Entrambi, da qualche mese a questa parte, hanno instaurato un fitto dialogo con il Comune di Vercelli e altre istituzioni per costruire una collaborazione che portasse a creare anche nel territorio valsesiano una «rete» di servizi e di professionisti in grado di fornire il sostegno necessario a chi è oppresso da violenza domestica.
«Abbiamo lavorato a stretto contatto con istituzioni e associazioni di volontariato» ricorda Francesco Nunziata «e abbiamo condiviso un metodo utile a rispondere alla richiesta di consigli e di accoglienza. Come ho già detto, l’intera iniziativa è dedicata a un grande amico scomparso poco tempo fa, l’assessore vercellese Andrea Raineri, che è stato il fautore di questa unione tra la Valsesia e Vercelli».
Grazie a un duro lavoro, dal 1° aprile è attiva anche in Valsesia la Rete Antiviolenza, che fa capo al Centro EOS, ma che ha istituito il proprio punto di ascolto a Varallo, a Villa Virginia (su corso Roma), nel quale sarà sempre disponibile l’assistenza di un professionista per gestire e supportare concretamente chi chiede aiuto. «Combattere la violenza domestica è una sfida, che si può vincere solo grazie alla competenza che i nostri operatori offrono» commenta Nunziata. «Per garantire una copertura totale ci siamo affidati alla collaborazione con il Pronto Soccorso, con lo sportello di mediazione familiare proposto dall’Unione Montana, che con assistenti sociali e avvocati cerca di supportare la vittima e i suoi figli in caso di separazione. Naturalmente abbiamo instaurato una forte sinergia con i Carabinieri, in particolare con la Stazione di Borgosesia, e ci siamo appoggiati all’associazione Agape che da anni, grazie al lavoro del presidente Avv. Alberto Regis, fornisce stanze, prima assistenza e aiuti molto concreti a mamme e bambini. Allo stesso modo siamo in contatto anche con una Onlus vercellese, Liberazione e Speranza, diretta da Elia Impaloni, per i casi in cui è più sicuro un allontanamento di chi ha subito violenza».
La Rete Antiviolenza valsesiana ricopre un territorio composto da 40 Comuni per un totale di circa 41 mila abitanti: «Siamo consapevoli» continua Nunziata «che con una copertura così ampia ci sarà molto lavoro da fare, ma possiamo contare su moltissimi professionisti e istituzioni per tutelare queste persone che si trovano in un momento di grande difficoltà. Inoltre, la Regione Piemonte ci ha aiutato a finanziare questo progetto con 15mila euro, per questo primo anno. E’ però bene che passi l’idea che chiedere aiuto o anche solo qualche informazione non sia un gesto inutile o per cui provare vergogna ma il primo passo per iniziare a vivere un’esistenza serena. La violenza non sempre è solo fisica, ma molto spesso è più profonda, psicologica e sta a noi offrire l’assistenza necessaria. Uscire dal tunnel della violenza si può!».
Per questo esistono due numeri telefonici attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, collegati agli sportelli del Centro Antiviolenza che garantiranno a chiunque una prima assistenza e che saranno pronti ad accogliere su appuntamento (al punto di ascolto di Villa Virginia) chi ne avrà bisogno. I numeri da contattare sono 1522 e 348 2695812 (anche tramite messaggistica Whatsapp).
giulia mina

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