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Il percorso del FAI Valsesia al Lions Club

La storia del sodalizio nella relazione di Donatella Mossello Rizzio

Il primo meeting del mese di gennaio del Lions Club Valsesia, ha avuto come ospite Donatella Mossello Rizzio, anima del FAI Valsesia, per raccontare venticinque anni di presenza FAI in Valsesia, prima come Gruppo e ora come Delegazione. Prima di dare la parola alla relatrice il presidente Fabrizio Zamboni ha augurato ai nuovi soci (Sassone, Barbaglia e Ballarin), una lunga e proficua permanenza nel Club, e ha premiato alcuni Lions: Zanetta per i venticinque anni nel Club, Patrissi per i trentacinque, Filippa per i quaranta e l’ing. Moretta per l’apporto offerto per la «crescita del Centenario».
Zamboni, molto sensibile nei confronti del FAI – a Natale aveva offerto a tutti i soci del Club due biglietti per visitare il castello della Manta nel Cuneese e il castello di Masino nel Canavese, due beni FAI piemontesi, ipotizzando anche una gita sociale in una delle due destinazioni – ha ringraziato la relatrice per aver accettato l’invito.
La prof. Rizzio non aveva certo bisogno di presentazione (essendo molto conosciuta e soprattutto perché per vent’anni è stata il FAI Valsesia) e ha quindi iniziato raccontando la nascita del Gruppo FAI valsesiano, avvenuta nel 1994, nell’ambito della Delegazione di Novara, allora coordinata dal dott. Vittorio Galli. Il numero dei componenti del Gruppo si riduceva a tre: la dott. Rossana Lenzi, notaio di Romagnano, la prof. Maria Auteri, insegnante di italiano e latino al Liceo scientifico di Borgosesia e la stessa prof. Donatella Rizzio, storica dell’arte e grande amante della Valsesia, che, come Capo Gruppo, ne detenne la guida fino al 2006. Mario Manfredi prese le redini del FAI Valsesia a giugno del 2017, ma Donatella Rizzio è stata e continua ad essere la «grande anima del Gruppo». Fin dagli inizi il Gruppo FAI Valsesia godette di grande autonomia dovuta da un lato alla distanza che separa la Valle da Novara, dall’altro alla forte caratterizzazione morfologica e culturale del territorio, che ne assicura una fisionomia assolutamente originale. La prima Giornata FAI di Primavera fu organizzata a Romagnano nel 1994, dove venne aperta la Cantina dei Santi, che allora era ancora di proprietà dell’insegnante Fernanda Rinolfi, con il suo ciclo di affreschi quattrocenteschi dall’iconografia biblica. Da allora, puntualmente ogni anno, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, il Gruppo FAI Valsesia aprì uno dopo l’altro i siti più suggestivi della Valle, spingendosi fino ai 1.417 metri d’altezza di Rima, paese Walser all’ombra del Tagliaferro (2002), per poi ridiscendere sui colli (i montes) che fanno corona a Borgosesia, raggiungendo il Cusio, con l’apertura del Santuario della Madonna del Sasso a Boleto (2004), senza trascurare altri centri come Alagna, Borgosesia e Varallo. In quest’ultima città il FAI fu presente per ben cinque volte: nel 1997, 1998, 2006, 2014 e 2018, aprendo sempre beni diversi e organizzando mostre di buon livello in collaborazione con la Pinacoteca e la Biblioteca Civica «Farinone-Centa». Varallo nel 2000 ospitò la Giornata più entusiasmante: l’arrivo del «Treno dei desideri».
Dopo il rodaggio dei primi anni, il Gruppo FAI non propose più solo l’apertura del singolo bene, ma sentì il bisogno di offrire ai visitatori una meta dove trascorrere tutta la giornata, con la possibilità di scoprire un intero paese, iniziando nel 2011 con Boccioleto e coinvolgendo il parroco, l’Amministrazione comunale, tutte le associazioni locali: il Comitato carnevale, il Gruppo Alpini, la Pro loco, i volontari dell’AIB, individuando un percorso che toccasse le varie emergenze artistiche. I ristoratori furono invitati a esporre un menu FAI, le associazioni ad assicurare un supporto logistico, offrendo ogni genere di assistenza. La vastità ed irregolarità del territorio, dove i beni visitabili sono raggiungibili solo attraverso strade che sconsigliano l’uso di mezzi privati, prive come sono di spazi idonei al posteggio e alla manovra, indusse i visitatori all’uso gratuito di navette, messe a disposizione di volta in volta sia dalle Amministrazioni comunali, che da qualche generoso sponsor locale.
Contemporaneamente fu attivata la collaborazione con gli studenti, coinvolti come «ciceroni» per spiegare i beni aperti in occasione delle Giornate di Primavera.
Essendo la Valsesia un luogo che coniuga in modo mirabile arte e industria, accanto alle bellissime chiese, il Gruppo FAI Valsesia pensò di aprire anche siti industriali, che descrivessero il lavoro dell’uomo e la sua ricaduta sull’ambiente. Nacquero così le Giornate FAI di Primavera dedicate alle Centrali Elettriche tra Grignasco e Prato (2008) ai Ponti pensili dell’Ottocento sul Sesia (2009) alla Manifattura Lane di Borgosesia (2012), alle Fonderie di Valduggia (2013), alla Cartiera di Postua (2016).
Le Giornate FAI di Primavera in Valsesia sono state sempre arricchite da mostre – affiancate all’evento – con esposizione di manufatti, documenti, fotografie, cartelloni esplicativi, che mettessero in risalto tutti gli aspetti della cultura valsesiana. Altro elemento caratterizzante dell’attività del Gruppo FAI Valsesia è stato l’accompagnare le Giornate FAI di Primavera con una pubblicazione, che servisse di supporto alla preparazione degli studenti, ma soprattutto rimanesse memoria per i visitatori. Nacquero così i Quaderni FAI, editi dalla Tipolitografia di Borgosesia, che da sempre appassionatamente segue il Gruppo FAI.
Come riconoscimento dell’impegno continuativo di un quarto di secolo, a giugno di quest’anno il Gruppo FAI Valsesia è stato promosso Delegazione, con sede a Varallo, la capitale culturale della Valsesia, nella prestigiosa Villa Barbara, in uno spazio messo a disposizione, con grande generosità, dall’Amministrazione comunale. La nuova Delegazione FAI Valsesia è stata celebrata il 28 settembre con un concerto al teatro civico di Varallo, organizzato in collaborazione con l’Associazione Musica con le Ali, costituita a Milano nel 2016 per iniziativa di Carlo Hruby e della sua famiglia per promuovere i migliori giovani musicisti italiani e aiutarli ad affermarsi nel loro percorso professionale, e ufficializzata sabato 29 settembre, nel Salone d’Onore della Pinacoteca, alla presenza delle autorità FAI e del territorio.
Il FAI Valsesia, dopo la «promozione» non ha perso tempo: domenica 21 ottobre 2018, a Varallo, è stata organizzata la «Giornata delle zucche», con la collaborazione della Pro Loco di Piozzo, un paesino in provincia di Cuneo, noto per la produzione di zucche, che ogni anno a ottobre ospita la Fiera Regionale della Zucca: una festa di colori e di sapori e tantissima gente, tanto che l’Amministrazione comunale ha chiesto che l’evento sia ripetuto negli anni a venire.
La serata si è conclusa con un omaggio floreale alla relatrice e un arrivederci al 23 e 24 marzo per le Giornate di Primavera del FAI.
Piera Mazzone
Nelle foto: i riconoscimenti a Zanetta, Patrissi, Filippa, Moretta; i tavoli della presidenza, di alcuni soci e del FAI; la Delegazione Fai; Donatella Rizzio e Mario Manfredi.

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