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Grignasco: rotatoria? Vediamo se si può fare

Mozione di Donà accolta, si valuta come regolare l’incrocio fra le vie Pertini e Cavour

Uno dei punti focali della riunione consiliare svoltasi mercoledì sera a Grignasco riguardava una proposta del consigliere di minoranza Davide Donà in merito alla realizzazione di una rotatoria per regolare il traffico all’intersezione fra le vie Pertini e Cavour, nei pressi della Palestra comunale.
L’incrocio è periodicamente scenario di incidenti, ha evidenziato Donà, e la rotonda potrebbe contribuire a migliorarne la sicurezza. La mozione è stata accolta dal Consiglio: pur riconoscendo che l’incrocio è fra quelli di migliore visibilità nell’ambito della viabilità del paese, si è comunque valutata come potenzialmente positiva la proposta ed è stato quindi dato mandato all’ufficio tecnico per un’analisi costi-benefici dell’opera. «Sono soddisfatto per aver visto accolta la mia idea» ha affermato il consigliere di minoranza «credo sia una soluzione di buon senso a un problema oggettivo».
Rinviate ai lavori di un’apposita commissione le modifiche al regolamento del Consiglio, la viabilità è tornata al centro dell’attenzione in altre due interrogazioni di Donà. La prima relativa a un parcheggio in via Don Cacciami: l’esponente di minoranza, perplesso sulla priorità di realizzazione data all’opera rispetto ad altre esigenze del paese, ha evidenziato incongruità fra quanto realizzato e destinazione d’uso prevista dal Piano regolatore in quell’area. La maggioranza ha risposto che il parcheggio in questione, richiesto oltretutto dai cittadini, faceva parte di una serie di aree «regolarizzate» per l’uso (in quanto già usate prima per tale scopo): interventi di riordino necessari e di spesa molto contenuta, che si completeranno con il parcheggio (questo un po’ più impegnativo sotto il profilo dello sforzo economico) da realizzare in frazione Pianaccia. L’altra interrogazione riguardava una sentenza della Corte dei Conti che praticamente configura responsabilità in solido di amministratori e funzionari per le spese di realizzazione di attraversamenti pedonali non conformi a quanto previsto dal Codice della Strada. In pratica, oggetto di discussione sono le strisce bianche che in un po’ tutti i centri sono «fiorite» in questi anni con gli sfondi dai colori più disparati (azzurro, rosso e, nel caso di Grignasco, verde).
Posizioni non conciliabili: dalla maggioranza si è rivendicata la bontà dell’iniziativa volta a dare una maggiore evidenza al passaggio pedonale e si è fatto presente che una sentenza (oltretutto espressa da una Corte territoriale) costituisce precedente ma non è la legge. Codice alla mano l’attraversamento «colorato» non è previsto ma nemmeno espressamente vietato. Il consigliere ha invece considerato come inadeguato, non conforme alle normative e potenzialmente rischioso circondare le strisce con un’ulteriore superficie verniciata che potrebbe influire sull’aderenza dei veicoli al terreno. Dalla maggioranza si è comunque precisato che, proprio per evitare equivoci e possibili contestazioni di eventuali maggiori spese per la realizzazione dei «passaggi» è stata fatta richiesta – accolta – alla ditta che cura tali lavori di omaggiare il colore necessario. Fra i punti all’ordine del giorno c’era anche un nuovo passaggio tecnico per giungere alla modifica di classe di idoneità e adeguamento alle direttive dell’area industriale D1, oggetto nei mesi scorsi di estesi lavori di messa in sicurezza e ora da «rinominare» essendo cambiata di tipologia. «Sono passi burocratici necessari» commenta il sindaco Roberto Beatrice «è stata una procedura lunga e ai limiti dell’assurdo, che sta durando da 14 mesi. Ma la dobbiamo seguire perché soltanto quanto tutto sarà correttamente formalizzato si potrà dare il via libera agli imprenditori che hanno fatto richiesta di interventi di ampliamento delle realtà produttive presenti nella zona e per la sistemazione del resto dell’area che sarà così messa a disposizione per eventuali insediamenti o ricollocazioni, dando quindi corso alle già espresse manifestazione di interesse da parte di vari soggetti».
«L’ultima cosa da fare, dopo l’avvenuta approvazione del progetto definitivo che di fatto – alla luce dell’intervento fatto – rimuove parte dei precedenti vincoli d’area -, sarà, appunto, la rideterminazione con nuova classificazione della zona» conclude il primo cittadino «si tratta di passi fondamentali per consentire alle aziende di conservare il lavoro sul territorio, di accrescere le loro strutture e ampliare le potenzialità produttive, concretizzando quindi la possibilità di assumere nuova manodopera. Tutti sappiamo quanto ciò sia importante, specie di questi tempi…».

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