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Ghemme: inaugurata la Residenza Assistenziale Flessibile

E' stata intitolata al benefattore Piero Serra

Si è tenuta giovedì 24 gennaio l’inaugrazione della RAF disabili – Residenza Assistenziale Flessibile Tipo A – di via Roma 48, intitolata nell’occasione al compianto benefattore ghemmese Piero Serra.
La RAF, partita da un progetto del 2006, tra varianti progettuali, soste per un contenzioso con il Comune, e approvazione nel 2017 del progetto di una variante definitiva secondo le richieste di Asl Novara, è così conclusa. A tenere una breve cronistoria degli eventi che negli anni si sono susseguiti fino alla sua realizzazione è stato in apertura di cerimonia il sindaco Davide Temporelli, il primo cittadino che ha seguito la fase conclusiva delle vicende legate alla realizzazione della struttura.
«Questa è un’opera importante per il territorio, per quello che rappresenta soprattutto per la qualità degli ospiti che ci saranno all’interno della struttura» ha affermato Temporelli.
«Il suo costo» ha aggiunto «è di circa 770mila euro, cofinanziati dalla Regione Piemonte e dal Comune di Ghemme con fondi propri». Ha inoltre annunciato che «La Raf disabili diventerà sede anche della Guardia Medica poiché l’attuale dovrà rispettare le richieste dell’Azienda Sanitaria Locale».
Temporelli ha poi dato la parola al consigliere di minoranza Alfredo Corazza, ideatore della residenza durante il suo mandato da Sindaco, che ha ricordato con un po’ di emozione la realizzazione dell’opera «condivisa da ben tre Amministrazioni comunali – la mia, quella di Enoch e l’ultima con il sindaco Temporelli – in uno sforzo corale possiamo dire, di una intera comunità».
Ha poi ringraziato l’attuale Amministrazione comunale «per aver scelto di ricordare Piero Serra, una grande figura ghemmese che ha fatto molto per il suo paese».
Di seguito sono intervenuti l’assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari, il presidente della Provincia Federico Binatti, il direttore sanitario di Asl 13 Arabella Fontana e il direttore del Ciss di Borgomanero, Claudia Frascoia.
Mariarosa Malavoglia e Patrizia Martiner sono intervenute in rappresentanza di Anteo.
In conclusione ha preso la parola il dott. Vito Arlunno, ora vicepresidente del Ciss Borgomanero, che ha ricordato l’amico Piero Serra: «Un grande uomo di grande capacità imprenditoriale, che qui soprattutto, voglio ricordarlo per la sua cortesia e disponibilità, e la totale determinazione a operare per il suo paese. Toglieva tempo alla sua famiglia, ma per realizzare opere meritorie per la nostra comunità. Quindi nel mio piccolo, per quello che Piero mi ha lasciato come amico, come medico nel cuore ho deciso di proseguire il mio impegno nella comunità tornando a lavorare in questa struttura».
Alla benedizione impartita dal parroco don Piero Villa, la moglie di Piero Serra, Piera Ferraris e la figlia Anna hanno scoperto la targa dedicata al compianto benefattore; e a conclusione della cerimonia i presenti hanno potuto visitare l’accogliente e luminosa struttura accompagnati dal personale di Anteo.
La residenza per disabili, gestita con contratto ventennale dalla cooperativa Anteo di Biella, è destinata a persone adulte con una disabilità complessa che, accanto alle loro difficoltà di natura psichica o psicofisica, possiedono risorse, soprattutto sul piano espressivo e relazionale, che si potranno mantenere e potenziare. Ciascun ospite, infatti, nell’ambito di un progetto personalizzato complessivo, svolgerà attività sia negli spazi interni della residenza che sul territorio, pianificate e organizzate sulla base delle esigenze e degli interessi individuali.
A occuparsene sarà una equipe di professionisti: medici, psicologi, educatori, infermieri, operatori socio sanitari e conduttori di laboratori espressivi e motori, che garantiranno agli ospiti i servizi assistenziali, educativi e riabilitativi ottimali per una qualità della vita crescente. Responsabile del servizio la dott. Cristiana Rossin, coordinatrice la dott. Rossella Merlo.
La struttura può accogliere fino a dieci ospiti (al momento sono tre) in camere da due posti letto ciascuna, spaziose e dotate di servizi; e una sala pranzo al secondo piano. Al primo piano invece, oltre ai locali di servizio si trovano un soggiorno comune, locali per attività didattiche e occupazionali, l’ambulatorio e una palestra.

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