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«Enrico Ferrero, un amico scrittore»

Riceviamo e pubblichiamo

Un lettore ci scrive
“Il mio amico Enrico Ferrero, di Biella, fin dall’infanzia amava venire con la famiglia in Valsesia per fare belle escursioni. In particolare gli era caro il tragitto da Oropa a Rassa. Viene ancora oggi spesso in Valle, che ama moltissimo. Insieme abbiamo visitato Varallo, la Pinacoteca e il Sacro Monte. E’ molto affezionato alla Val Vogna, che gli ha offerto numerosi spunti per l’ambientazione dei suoi romanzi.

Quando ho conosciuto Enrico Ferrero, nel 1981, mai avrei immaginato che nella profondità del suo animo si celasse la stoffa dello scrittore. Ci siamo conosciuti a Biella, sul posto di lavoro, ma non abbiamo stretto subito quell’amicizia che è sorta quando, dopo molti anni trascorsi in altre filiali della ditta nella quale ero impiegato, sono tornato a Biella, ritrovandolo nel solito ufficio. Di lui ho sempre apprezzato la correttezza dell’analisi e la pacatezza dei giudizi, non disgiunti da una certa ironia a volte velata da un’ombra di malinconia e anche la sua grande immaginazione e fantasia. Tutti elementi che ora ritrovo leggendo i suoi romanzi, nei quali i sentimenti forti – l’amore, l’odio, l’amicizia – vanno a braccetto, perfettamente fusi con le cose e le situazioni più reali e tangibili del mondo comune, il gusto nel vestire, la buona tavola e il cibo, il tutto immerso in quei paesaggi, appunto anche valsesiani, a noi ben noti. Le vicende umane che narra sono sviluppate in un crescendo di sentimenti, pensieri, azioni senza però mai perdere di vista il nesso logico che le accomuna e il filo del racconto, fino all’evento finale quasi sempre a sorpresa che spiazza il lettore.
Così avviene nel romanzo «L’odio non si stanca», in cui le radici dell’odio generato da fatti lontani nel tempo continuano ad allignare nell’animo e nella mente dei personaggi. E qui sta la sorpresa. Enrico Ferrero non è uno scrittore monocorde ma sa camaleonticamente trasformarsi, e da un romanzo serio e drammatico passa con disinvoltura al successivo romanzo, «Cambio di corsia»: un noioso e di malavoglia accettato invito a una innocua serata di cabaret cambia completamente la vita del protagonista, aprendogli strade che mai avrebbe immaginato di percorrere. Ma forse ogni evento, ogni nostra azione, nel dispiegarsi della nostra esistenza, avvengono in funzione di un fine a noi sconosciuto.
Enrico Ferrero ha iniziato a scrivere subito dopo la pensione pubblicando nel 2013: «Per amore oltre ogni conseguenza» è stato il suo romanzo d’esordio.”
Claudio Giacomone

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