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Architettura in Luce: la chiesa dell’Assunta ritorna al centro dell’attenzione

I complessi interventi sulle coperture si sono conclusi

La chiesa dell’Assunta ritorna al centro dell’attenzione: i complessi interventi sulle coperture, che erano stati oggetto di quello che era stato definito il “cantiere del secolo”, realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e alle offerte ricevute, si sono felicemente conclusi, ma continua l’operazione di valorizzazione, sostenuta dal Parroco Don Enrico Marcioni e dall’Associazione Punto Arte Onlus, della quale fa parte l’architetto Paolo Sitzia che, con il compianto fratello Pinuccio, è tra i maggiori studiosi dell’architettura vittoniana. Nell’agosto 2017, in occasione dei festeggiamenti dell’Assunta era stata dedicata una serata all’”Architettura in luce” per illustrare l’architettura vittoniana attraverso la luce, della quale Vittone fece un elemento costruttivo, cercando per tutta la vita soluzioni e decorazioni dedicate al controllo dei flussi luminosi. Proprio con i fasci di luce vennero separati gli elementi vittoniani dalle aggiunte successive, Paolo Sitzia, in quell’occasione, aveva sottolineato come una chiesa completamente bianca certo disorientasse i grignaschesi abituati alla penombra della Gèsa vègia, come oggi chiunque entri in chiesa si sente smarrito, perché l’interno è molto diverso da quanto ci si possa aspettare ammirando l’imponente architettura barocca vittoniana. Sabato 6 aprile è stata quindi una serata speciale per la grandiosa chiesa dell’Assunta: accolti dalle luci austere e un po’smorzate volute dal conte Giovanni Battista Viotti, che nei primi decenni dell’Ottocento finanziò l’imponente lavoro di ristrutturazione interna, che arricchì l’apparato decorativo. Come emblema della serata è stata scelta una splendida fotografia zenitale dell’interno della cupola, scattata dall’architetto fiorentino Franco Zampetti.

Irene De Ruvo ha sapientemente abbinato il maestoso suono dell’organo Mentasti, mettendo a confronto le architetture della chiesa con le architetture musicali di Bach, e le composizioni del musicista di Fontanetto Po, Giovanni Battista Viotti, omonimo del Conte. Maria Chiara Demagistri ha curato le immagini proiettate durante la serata, Raffaele Salvoldi i filmati che mostravano la chiesa prima e dopo i grandiosi interventi di restauro sulle coperture e lo stralcio dell’intervista all’architetto Paolo Portoghesi, studioso del Vittone, che illustrava le peculiarità della chiesa di Grignasco, mentre Carlo Villa, Paolo Grazioli e Simone Valmacco hanno creato le luci per evidenziare i particolari dell’intervento del Viotti, che mutò completamente lo spirito del Vittone, morto nel 1770, terminati i lavori della fabbrica, cambiando radicalmente la percezione della chiesa: “Si perse del tutto quell’unità tra spazialità e decorazione che Vittone aveva concepito”.

E tutto cominciò da un ritratto di Giovanni Battista Viotti, opera del pittore Giuseppe Mazzola, che è l’autore della pala d’altare dell’Assunta, e nel 1789 era assurto al grado di pittore di corte, nominato da Vittorio Amedeo II. La ricerca di Paolo Sitzia è iniziata seguendo le indicazioni di una lapide in marmo nero centinata, posta nel 1831 all’interno della chiesa, che ricorda le benemerenze del Conte Viotti.

Il Viotti, figlio di un agiato commerciante di granaglie, fece i primi studi a Miasino e fu particolarmente influenzato dagli zii: Don Angelo Maria Viotti e Don Carlo Viotti, frequentò l’Università a Torino, dove si laureò in legge e iniziò la sua carriera nel regno sabaudo dove ebbe incarichi di altissima responsabilità, legati soprattutto al campo della pubblica istruzione. Nel 1790 fu aggregato al Collegio dei Dottori in Legge e nel 1814 fu nominato “Censore” dell’Università e l’anno successivo fece testamento nominando erede universale dei suoi beni la moglie Rosalia Rocchietti.

Viotti fu un protagonista della Restaurazione, fedele servitore dei Savoia, riportò la pubblica istruzione sotto la direzione dei Gesuiti, dopo la ricostituzione dell’Ordine nel 1814. Durante la serata Paolo Sitzia ha evidenziato lo strettissimo rapporto di questa chiesa con i Gesuiti: “Un fil rouge che giunge fino alla seconda Guerra Mondiale”, ricordando che fu proprio Don Angelo Maria Viotti a seguire i lavori finanziati dal nipote Giovanni Battista Viotti, che aveva visto chiudersi il cantiere vittoniano dell’Assunta e vissuto l’abbandono dell’antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il trasporto nella nuova chiesa degli arredi e delle reliquie di quella antica. Il programma decorativo unitario, finanziato dal Viotti, fu affidato a Stefano Melchioni, ingegnere capo del genio civile, sotto l’occhio vigile del cardinal Morozzo, vescovo di Novara.

Ad agosto, in concomitanza con la Festa dell’Assunta, era stato pubblicato il quarto volume della Collana: “L’Assunta. Personaggi e vicende”. Dopo: Giovanni Zanoli. Il Benefattore (Grignasco 1700-1778); Grignaschesi a Roma (Giubileo 2016), Don Giacomo Cacciami. Il primo Fabbriciere (Grignasco 1687 – Grignasco 1776), il libro, arricchito da belle immagini a colori, è dedicato a Giovanni Battista Viotti, nato a Grignasco nel 1765 e morto a Torino nel 1830, al culmine di un’importante carriera all’interno della corte sabauda. Le ricerche sul Viotti sono solo agli inizi: ulteriori indagini presso gli archivi torinesi certamente saranno decisive per conoscere questo personaggio, che attraversò importanti mutazioni nel campo politico, sociale, artistico, visse i riflessi della rivoluzione francese, l’impero napoleonico, assistette al rientro a Torino di re Vittorio Emanuele I e all’edificazione della chiesa della Gran Madre, che forse ebbe presente come modello per la trasformazione interna della chiesa di Grignasco.

A Torino i moti studenteschi del 1821, furono un Sessantotto ante litteram, una rivolta durata un anno e sedata con il sangue: il re abdicò a favore del fratello Carlo Felice, che nel 1826 insignì il Viotti del titolo di Conte. Per capire la fortuna accumulata da questo personaggio è sufficiente scorrere l’elenco impressionante delle opere finanziate all’interno della parrocchiale.

Oggi Giovanni Battista Viotti è completamente caduto nell’oblio, anche nel suo paese d’origine, dove è ricordato solo da un’anonima targa che denomina la piazza davanti alla chiesa: “Piazza Viotti”, senza neppure il nome di battesimo e le date di nascita e di morte.

Anna Maria Marchetti, con Paolo Sitzia, sta ora completando il quinto volume della Collana dell’Assunta, che sarà dedicato alla tavola con la Sacra famiglia, o Genealogia della Vergine di Gandolfino da Roreto, dono del conte Giovanni Battista Viotti, un tempo attribuito a Gaudenzio Ferrari.

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